Quando la musica ricuce gli strappi generazionali

By spawnblog

Serata molto particolare quella di mercoledì 8 tenutasi a San Lorenzo, storico quartiere di Roma, a sostegno di 5 giovani cubani arrestati in America. A dispetto della pessima organizzazione e del pessimo service audio (fonico incapace e impianto adatto forse ad una cameretta) si sono alternati sul palco gruppi di diverse etnie ed estrazioni sociali, da cantanti gospel di colore ai romanissimi contromano(simpaticissimi), a signore cubane costrette a cantare Guantanamera per la sesta volta(commovente che per sentirsi più vicina alla gente questa signora cantasse non sul palco ma al centro della piazza). La cosa che indubbiamente ha colpito di più è stata la presenza della gente di quartiere in mezzo al pubblico, gli anziani che ci abitano da anni, che sono rimasti fino alla fine intonando prima canti rivoluzionari della loro giovinezza e poi divertendosi con il punk melodico dei contromano, ridendo e scherzando con noi giovani che ci siamo fatti odiare in tutti questi anni di casino in piazza fino a mattina. Guardando questa serata mi sono ricreduto sugli strappi generazionali, forse non ci sono questi vuoti incolmabili, queste voragini enormi, forse basta poco per vivere serenamente insieme agli altri, un pò di musica un bicchiere di vino, niente risse per strada, niente bottiglie rotte in giro, solo divertimento e tranquillità, solo risate e spazi dove poter vivere in mezzo ad una città che gli spazi li divora. Qualche abbraccio, qualche stornello alternato a canzoni storiche, qualche pezzo etnico alternato a canzonette spensierate….non ci vuole tanto a vivere sereni non vi pare?

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